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Underground Energy

Underground Energy

Che cos’è l‘energia geotermica?

L’ energia geotermica è una forma di energia sfruttabile e rinnovabile, se usata in tempi brevi ,che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre, dove la temperatura aumenta mediamente di circa 30 °C per km. I giacimenti di questa energia sono, però, dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Perciò, per poter estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare le zone dove esso è concentrato.

Quali vantaggi trarre da questa energia?

L’uso di quest’energia comporta vantaggi come l’inesauribilità a tempi brevi, se sfruttata in modo razionale, ed il minor inquinamento dell’ambiente circostante; in quanto è  possibile la presenza nell’area di elementi tossici, come zolfo, mercurio e arsenico contenuti nei fluidi geotermali, per questo motivo le aree geotermiche sono sottoposte a verifiche ambientali annuali.

Quali sono gli svantaggi?

Fra i diversi svantaggi, i principali sono:

  • Dalle centrali geotermiche fuoriesce insieme al vapore anche il tipico odore sgradevole di uova marce delle zone termali, causato dall’idrogeno solforato. Un problema particolarmente avverso alla popolazione residente nei pressi di una centrale geotermica e risolvibile mediante l’installazione di particolari impianti di abbattimento.
  • L’impatto esteriore delle centrali geotermiche può recare qualche problema paesaggistico. La centrale si presenta, infatti, come un groviglio di tubature anti-estetiche, tipico di strutture industriali. Tale problema può essere facilmente risolto mediante l’utilizzo di un’architettura rispettosa del paesaggio e del comune senso estetico.

Qual è la storia di tale energia?

 Le sorgenti calde sono state utilizzate per la balneazione fin dal Paleolitico  Il centro termale più antico conosciuto è una piscina in pietra in Cina, sulla montagna Lisan, costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C.. Nel primo secolo d.C., i Romani conquistarono Aquae Sulis, ora Bath, nel Somerset in Inghilterra, e utilizzarono le sue sorgenti calde per alimentare i bagni pubblici e il riscaldamento a pavimento, che  rappresentano probabilmente il primo utilizzo commerciale dell’energia geotermica, anche se  il sistema più antico di riscaldamento geotermico per un quartiere fu  installato a Chaudes-Aigues, Francia, e divenne  operativo nel XIV secolo. Il primo sfruttamento industriale ebbe origine  nel 1827 con l’uso del vapore di un geyser per estrarre l’acido borico da un vulcano di fango, presso Larderello, in Italia. Oggi giorno gli Stati Uniti hanno raggiunto la posizione di leader mondiale nella produzione di elettricità geotermica e il più grande gruppo di centrali geotermiche di tutto il mondo  é The Geysers, in California. Le Filippine sono il secondo più grande produttore; infatti, l‘utilizzo di tale energia costituisce circa il 27% della propria produzione di elettricità.

Quali sono le zone più   disponibili al recupero di essa?

Alcune particolari zone possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media, una conseguenza dei fenomeni vulcanici o tettonici. Infatti, in queste zone “calde” l’energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia.

Quante  tipologie di sorgenti geotermiche possono esistere?

Le sorgenti geotermiche si possono dividere in tre tipologie:

  • sorgenti idrotermiche: la sorgente si trova a profondità non eccessive (1000–2000 m) e a seconda della pressione può essere classificata come sorgente geotermica a vapore o ad acqua dominante
  • sorgenti geopressurizzate: la sorgente si trova a profondità maggiori (3000–10000 m) e l’acqua ivi contenuta è a pressioni elevate (1000 atm) e ad una temperatura di 160 °C
  • sorgenti petrotermiche: la sorgente si trova a profondità maggiori rispetto alle precedenti ed è composta da rocce calde (senza acqua). Circa l’85% delle risorse geotermiche sono di questo tipo ma sono anche di difficile sfruttamento proprio per l’assenza dell’acqua.
Erika Santangelo

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