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Il Bel Paese e il Fotovoltaico

Il Bel Paese e il Fotovoltaico

Usi e finalità delle tecnologie di sfruttamento dell’energia solare

Uno dei nostri compiti principali è inglobare le risorse alternative con lo scopo di salvaguardare il nostro pianeta per le generazioni a venire. L’ energia solare è anche un’alternativa per ridurre il costo dell’energia elettrica ed è una buona risorsa perché può essere utilizzata in vari modi.

Nel corso della storia sono state sviluppate diverse tecniche per l’utilizzo dell’energia solare, per esempio per la cottura dei cibi, la fusione dei metalli e persino per usi bellici (basti pensare agli specchi ustori di Archimede). Tuttavia, in era moderna, ha prevalso l’uso dei combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), che non sono altro che energia solare accumulata dagli organismi viventi in milioni di anni e pronta per l’uso in qualsiasi momento.

La consapevolezza della relativa scarsità dei combustibili fossili e la sensibilità nei confronti dei loro effetti sul clima e sull’ambiente, nonché un adeguato sviluppo tecnologico, hanno indotto a ricercare usi della radiazione solare per sostituire, almeno in parte, a fini energetici, i combustibili fossili.

Una prima classificazione può seguire il criterio degli usi tecnologici delle radiazioni solari, ossia delle finalità che perseguono.

Possiamo così avere:

  • il solare termico, che comprende le tecnologie per ottenere calore a bassa e media temperatura per la produzione di acqua calda sanitaria, per la climatizzazione estiva e invernale degli ambienti, per la cottura (forni solari), per i trattamenti dell’acqua (dissalazione) e per alcuni processi industriali (essiccazione, maturazione ecc.);
  • il solare di potenza, le cui tecnologie sono finalizzate alla produzione di energia elettrica in modo diretto (fotovoltaico, termoelettrico a effetto Seebeck) o mediante la raccolta di calore ad alta temperatura e la sua conversione con cicli termodinamici (Rankine, Stirling).
  • la chimica solare, che comprende diverse tecnologie per l’utilizzazione dell’energia solare come forza motrice per reazioni chimiche finalizzate alla produzione di combustibili, trattamenti di depurazione o altre lavorazioni industriali.

Infine, si può citare lo sfruttamento del solare passivo e della luce naturale con tecnologie legate all’architettura che, a partire dalle prime esperienze umane (si pensi agli Igloo o alle capanne africane con tetti di foglie di banano), si sono fatte sempre più sofisticate.

Italia: prima al mondo per l’uso di energia solare, ora copre l’8% del fabbisogno

Il rapporto Snapshot dei Mercati di Fotovoltaico Globale spiega che la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico nel 2015 è cresciuta di 50 GW (gigawatt), arrivando ad almeno 227 GW. La crescita maggiore è stata in Cina, con 15,3 gigawatt in più nel 2015, seguita da Giappone (11 GW), Usa (7 GW), Ue (7 GW) e India (2 GW). La regione Asia-Pacifico rappresenta da sola il 59% del mercato globale dell’energia solare. Dopo l’Italia, la Grecia e la Germania, i paesi che utilizzano di più il fotovoltaico sono il Belgio e il Giappone, (intorno al 4%) poi, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e l’Australia (intorno al 3,5%). La Cina è solo 21esima, con solo l’1% del suo fabbisogno coperto dal sole; peggio ancora gli Usa, al 25esimo posto con meno dell’1%.

Questi dati confermano una posizione di rilievo del nostro paese nel campo dell’energia pulita. Lo sforzo principale è stato compiuto soprattutto in un periodo compreso tra il 2007 e il 2012 e le energie rinnovabili hanno avuto il massimo rendimento di produzione elettrica nel 2014 (43%) quando abbiamo avuto un primato storico nel campo della geotermia. Inoltre, all’ inizio del referendum sulle trivelle il governo ha fatto sapere che intende colmare con le rinnovabili il 50% del fabbisogno elettrico.

L’ impegno è stato applicato più sui combustibili fossili e meno sulle energie rinnovabili, che non vengono correttamente supportate. Infatti, i tagli retroattivi del governo Renzi agli incentivi e alle energie rinnovabili sono contenuti nel Decreto sulla “Competitività” e hanno contribuito ad affievolire l’interesse degli investitori in Italia lo scorso anno. Conseguenza di ciò è che l’Italia globalmente sta perdendo posizioni nella classifica che punta verso i nuovi mercati energetici, dopo aver tirato la volata nel momento più difficile, quando i costi erano più alti e le rese minori.

Erika Santangelo

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