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“Dai, Marco facci un goal”, un’esperienza di amicizia e integrazione

Lo scorso Novembre abbiamo condiviso una parte del nostro percorso di alternanza con i ragazzi della 5A di Laurenzana stringendo una forte amicizia con quest’ultimi, soprattutto con Marco, un ragazzo che ha conquistato tutti con la sua simpatia e la voglia di apprendere. Marco si è integrato benissimo in questo nuovo gruppo, grazie alla sua voglia di stare insieme e divertirsi, condividendo con noi battute e risate. Il titolo di questo articolo nasce dal fatto che i ragazzi hanno creato un coro per Marco in segno di questa bella amicizia nata per caso. Questa esperienza è stata costruttiva perchè ci ha insegnato che sul posto di lavoro o in qualsiasi altro luogo si fanno amicizie stupende. L’alternanza quindi non è soltanto un’esperienza formativa ma anche di amicizia ed integrazione.

Alessia Matera

UNA SIMULAZIONE DI INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOLTOVOLTAICO

OCCORRENTE:

  • Pannelli fotovoltaici
  • Cavetti elettrici
  • Inverter

 

 

 

La nostra classe, insieme al tecnico dell’azienda Girasole signor PIETRAGALLA Michele, ha sperimentato il metodo con il quale vengono montati i pannelli fotovoltaici.

Inizialmente, dopo aver scaricato il materiale dal furgone, abbiamo posizionato i pannelli vicini tra loro e orientati verso il sole con la stessa angolazione, in modo tale che tra essi non si creassero zone d’ ombra.

Successivamente abbiamo messo in comunicazione i pannelli in serie tra loro collegando il polo positivo di ciascuno di essi al polo negativo di quello successivo, ottenendo così un blocco che a sua volta è stato collegato ad un inverter: un apparato elettronico in grado di convertire la corrente continua in ingresso in corrente alternata in uscita e di variarne i parametri di ampiezza e frequenza.

E meraviglia delle meraviglie, abbiamo compreso come realmente si installa un pannello fotovoltaico, e luce è stata!!

Alessia Matera

Conosciamo qualcosa sulla nostra esperienza di alternanza scuola-lavoro e sul blog “Costrueco”

Il blog COSTRUECO nasce come diario sull’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro condotta da 27 ragazzi della classe 3 E del Liceo Scientifico “P.P Pasolini” di Potenza.

 

Partendo dalla collaborazione con Astor immobiliare e l’Unibas di Potenza, noi alunni abbiamo avuto una visione completa delle Scienze Applicate ai sistemi di risparmio energetico e di Sicurezza nel settore edile, comprendendo così che i faticosi e un po’ noiosi studi teorici (Ciclo di Carnot, studio delle onde, chimica inorganica…) che stiamo affrontando trovano, nel quotidiano, un uso pratico.

 

La sensibilizzazione ad uno Sviluppo Sostenibile ha poi toccato molti altri aspetti come il riciclaggio, il commercio equo e solidale, l’agricoltura sostenibile, il preferire prodotti a km 0.

Infatti,per quanto riguarda il riciclaggio abbiamo avviato un progetto dando,così nuova vita ad oggetti salvati dalla discarica. In questo modo abbiamo realizzato delle fioriere da  pneumatici, delle lampade con dei tappi di bottiglia, degli orologi da padelle, un giardino verticale con dei tubi di scarico dell’acqua e una lampada da un cestello di una lavatrice. Noi ragazzi ci siamo divertiti molto nello sperimentare le nostre abilità tecniche nell’utilizzo di utensili nuovi come il trapano, la sega e la colla a caldo, nel collaborare con i nostri compagni, nel progettare gli oggetti e nel fronteggiare gli imprevisti nell’attuazione di esso.

 

E’ nata in questo modo una vera e propria redazione plurilingue che, divertendosi, ha imparato a scegliere informazioni, a creare e a progettare, a lavorare di squadra e a divulgare, in maniera semplice, immediata e diretta, utilizzando il web e le tecnologie digitali più avanzate.

 

Il nostro motto è stato “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere occhi nuovi”.

Alessia Matera

Installazione fotovoltaico

Nel nostro percorso di alternanza scuola-lavoro abbiamo collaborato con l’azienda di green economy “Girasole” e con l’ing. Giambattista Scocuzzo che ci ha insegnato dalle basi, come installare un impianto fotovoltaico dandoci tutte le istruzioni necessarie, seguendoci passo passo.
Per fare tutto ciò, bisogna prima compilare un modulo con tutta una serie di dati.
Per iniziare, bisogna prendere tutti i dati del cliente a cui montare l’impianto, quindi dati personali e tipologia cliente, ovvero se il cliente è un privato, ente pubblico o per un’azienda.
Poi si passa al tipo di installazione, se è un fabbricato oppure un terreno.
Nel caso del fabbricato, bisogna indicare se si tratta di un tetto piano oppure a falda e specificare l’eventuale presenza di una balaustra. Nel caso invece si tratti di un terreno, bisogna indicare se questo è pianeggiante, a declivio o a terrazza. Ovviamente si deve far riferimento al tipo di copertura che ha l’edificio, quindi se il tetto è a 1 o più falde o se è piano e specificare forma e tipo di tegole
Molto importanti sono le informazioni logistiche. Bisogna sapere se il luogo di installazione si trova in una zona a traffico limitato e se la zona ha la strada di dimensioni sufficienti per l’accesso e per le manovre ed eventualmente elencare i possibili problemi per lo scarico. Bisogna sapere anche l’area di installazione: se si trova in area urbana, in periferia, in un area agricola o in un’area priva di ostacoli e ovviamente la regione.
La parte più importante è indicare le caratteristiche elettriche dell’impianto che si vuole montare.
Bisogna specificare: Fornitura, posizione contattore spazio inverter, posizione vano tecnico, distanze tra inverter, generatore e quadro generale e accertarsi che tutto sia a norma di legge.
Infine si disegna una piantina dove ci devono essere tutte le informazioni utili per l’ingegnere.
Noi classe 4E abbiamo simulato l’istallazione dell’impianto sulla nostra scuola e ognuno di noi ha compilato la propria scheda con tutte le informazioni utili alla nostra scuola con l’aiuto e le indicazioni dell’ing. Giambattista Scocuzzo e dal dirigente dell’azienda Raffaele Cambriglia.
È stata un’esperienza davvero utile e interessante.

Alessia Matera

Let’s work A.S. 2017/2018

Quest’anno abbiamo continuato il nostro viaggio nel mondo della green economy in partnership con la ditta Girasole srl. Essa è da anni impegnata nel campo della formazione attraverso percorsi didattici personalizzati nel campo dell’energia, ambiente e sostenibilità, nuove tecnologie e alimentazione. Grazie a questa collaborazione abbiamo progettato un impianto fotovoltaico per la nostra scuola, l’abbiamo istallato e fatto funzionare. Inoltre, l’azienda ci ha ospitati nella sua struttura a Calvello e abbiamo potuto osservare molti esempi di sviluppo ecosostenibile come impianti a biomasse, pensiline ecologiche autoalimentate tramite impianti fotovoltaici e produzione di energia eolica. 

Abbiamo poi toccato con mano colture di batteri e osservato muffe, analizzato acque inquinate, classificato tramite analisi vari tipi di olio d’oliva e suddivisi in base al ph e alle proprietà organolettiche di essi presso I.R.S.A.Q., un laboratorio chimico fisico con sede a Tito, che esegue certificazioni di qualità.

Grazie a queste esperienze ci siamo messi alla prova, abbiamo testato le nostre abilità e ci siamo divertiti lavorando tutti insieme.

 

 

logo

Alessia Matera

Cosa abbiamo realizzato?

Durante le ore di alternanza scuola-lavoro, abbiamo avviato un progetto riguardante il riciclaggio. In esso abbiamo dato nuova vita ad oggetti salvandoli dalla discarica. In questo modo abbiamo realizzato delle fioriere da degli pneumatici, delle lampade con dei tappi di bottiglia, degli orologi da delle padelle, un giardino verticale con dei tubi di scarico dell’acqua e una lampada da un cestello di una lavatrice. Noi ragazzi ci siamo divertiti molto nello sperimentare le nostre abilità tecniche nell’utilizzo di utensili nuovi come il trapano, la sega e la colla a caldo, nel collaborare con i nostri compagni, nel progettare gli oggetti e nel fronteggiare gli imprevisti nell’attuazione di esso.

 

Alessia Matera

La 3ª E nell’a.s. 2016-17

Alessia Matera

La domotica

Alessia Matera

I campi fotovoltaici

Alessia Matera

ARCHITETTURA INNOVATIVA, IL PONTE MUSMECI

Sergio Musmeci (Roma, 1926 – Roma5 marzo 1981) è stato un ingegnere italiano, molto noto per le sue realizzazioni in ambito strutturistico. Studiò all’Università “La Sapienza” di Roma, dove si laureò in Ingegneria Civile nel 1948, e in Ingegneria Aeronautica nel 1953. Iniziò la propria attività professionale negli studi di Riccardo Morandi e Pier Luigi Nervi. Nel 1953 iniziò la collaborazione con l’architetto Zenaide Zanini, poi divenuta sua moglie. Sempre alla Sapienza, nel 1956 fu docente incaricato di Meccanica Razionale nella Facoltà di Ingegneria e nel 1969 tenne l’insegnamento di “Ponti e Grandi Strutture” nella Facoltà di Architettura. Come progettista, vinse nel 1970 uno dei sei primi premi ex aequo al concorso internazionale di architettura indetto dall’ANAS per il ponte sullo stretto di Messina, in cui egli propose una struttura sospesa a luce unica, con una campata di 3.000 m, sostenuta da piloni alti 600 m, con un originalissimo sistema spaziale di sospensione per irrigidire la struttura sia sul piano verticale, per consentire anche il traffico ferroviario, sia su quello orizzontale, per resistere alle spinte del vento ed evitare i rischi di di deragliamento dei treni in risposta a eccessive deformazioni (il plastico in scala del progetto è conservato al MAXXI di Roma). All’inizio degli anni settanta del XX secolo  realizzò il Ponte sul Basento, a Potenza, in cui concretizzò le sue teorie sul minimo strutturale; la costruzione risulta essere una delle sue opere più importanti, che lo ha reso famoso poichè ha preso il nome di PONTE MUSMECI. Sergio Musmeci fu un artista che studiò le strutture analizzando le figure naturali che riuscivano a reggersi in piedi senza nessun sostegno, prese spunto dal comportamento di alcuni corpi e dalle forme che formavano, costruendo cosi il ponte. Il ponte è stato costruito senza fare uso di elementi prefabbricati, ma direttamente con gettate di calcestruzzo. L’Impresa esecutrice è stata la Edilstrade Forlì – Castrocaro.

Gli oggetti naturali, data la straordinaria stratificazione di significati che recano, si prestano egregiamente a indagini, come questa, di carattere interdisciplinare. La spontanea bellezza delle forme naturali, inoltre, è un traguardo cui tendere; tale bellezza nasce da un’intima relazione tra forma, materiali e funzioni dove ogni spessore, ogni colore appaiono necessari, una sobrietà fatta di infinite sottigliezze, ciò che i teorici del design individuano nella fondamentale categoria della coerenza formale.

L’osservazione delle forme naturali da sempre ha ispirato le scelte progettuali in architettura: dal tema classico della scala a chiocciola, declinato in innumerevoli esempi antichi e contemporanei – dalla mirabile scala del Castello di Blois attribuita a Leonardo a quelle di Gaudi per la Sagrada familia  fino al recente Museo di Pei a Berlino – a legami più sottili e profondi tra forma architettonica e principio naturale (basti pensare a tutta la tarda produzione di Gaudi fondata su un vocabolario di forme statiche spontanee implicitamente evocanti oggetti naturali). Questo tipo di ricerca, fondendosi sempre più, nel corso del novecento con la cosiddetta architettura degli ingegneri, è stata portata avanti, seppur con linguaggi e approcci molto diversi, da personaggi, in particolare da Musmeci.

Quest’ultimo, infatti, si ispirò soprattutto a figure che rappresentavano le isometriche delle ossa e i girasoli; osservando l’ampliamento del fiore, egli arrivò alla conclusione che la natura da sola crea delle forme perfette in grado di dare stabilità con un minimo di superfice.

 

 

 

“La forma può essere il mezzo con il quale risolvere un problema strutturale, si tratta certamente del mezzo più potente e, in ogni caso, dell’unico che permetta alla struttura di comunicare visivamente la propria realtà”

 

 

 

“Nella misura in cui aderisce alla propria funzione statica, può divenire pericolo di una comunicazione tra l’oggetto architettonico e la facoltà intuitiva del fruitore”

 

 

“La forma è l’incognita, non le tensioni”

 

Il ponte Musmeci a EXPO 2015

Nell’EXPO avvenuto nel 2015 a Milano, in Italia, dove ogni regione doveva rappresentarsi attraverso un oggetto che poteva meglio rappresentarla, la Basilicata scelse come proprio oggetto il ponte Musmeci, per il suo rapporto con il fiume e il paesaggio urbano. Ci sono voluti diversi anni per progettare e realizzare il viadotto e  per chi lavorò al cantiere si trattò di un’impresa di innovazione.

Negli anni è stato visitato da matematici, architetti e ingegneri da ogni parte del mondo. Niente, però, lo spiega meglio dello stupore del cittadino che lo attraversa nella sua pancia : consente di percorrere le membrane sottilissime del viadotto, al di sotto della strada e sopra l’acqua.

Alessia Matera