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Category ArchiveEnergie rinnovabili ed Impianti

(English) ECOTIPS

Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in Inglese Americano.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: Let’s work

UNA SIMULAZIONE DI INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOLTOVOLTAICO

OCCORRENTE:

  • Pannelli fotovoltaici
  • Cavetti elettrici
  • Inverter

 

La nostra classe, insieme al tecnico dell’azienda Girasole signor PIETRAGALLA Michele, ha sperimentato il metodo con il quale vengono montati i pannelli fotovoltaici.

Inizialmente, dopo aver scaricato il materiale dal furgone, abbiamo posizionato i pannelli vicini tra loro e orientati verso il sole con la stessa angolazione, in modo tale che tra essi non si creassero zone d’ ombra.

Successivamente abbiamo messo in comunicazione i pannelli in serie tra loro collegando il polo positivo di ciascuno di essi al polo negativo di quello successivo, ottenendo così un blocco che a sua volta è stato collegato ad un inverter: un apparato elettronico in grado di convertire la corrente continua in ingresso in corrente alternata in uscita e di variarne i parametri di ampiezza e frequenza.

E meraviglia delle meraviglie, abbiamo compreso come realmente si installa un pannello fotovoltaico, e luce è stata!!

UNA SIMULAZIONE DI INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO FOLTOVOLTAICO

OCCORRENTE:

  • Pannelli fotovoltaici
  • Cavetti elettrici
  • Inverter

 

 

 

La nostra classe, insieme al tecnico dell’azienda Girasole signor PIETRAGALLA Michele, ha sperimentato il metodo con il quale vengono montati i pannelli fotovoltaici.

Inizialmente, dopo aver scaricato il materiale dal furgone, abbiamo posizionato i pannelli vicini tra loro e orientati verso il sole con la stessa angolazione, in modo tale che tra essi non si creassero zone d’ ombra.

Successivamente abbiamo messo in comunicazione i pannelli in serie tra loro collegando il polo positivo di ciascuno di essi al polo negativo di quello successivo, ottenendo così un blocco che a sua volta è stato collegato ad un inverter: un apparato elettronico in grado di convertire la corrente continua in ingresso in corrente alternata in uscita e di variarne i parametri di ampiezza e frequenza.

E meraviglia delle meraviglie, abbiamo compreso come realmente si installa un pannello fotovoltaico, e luce è stata!!

Installazione fotovoltaico

Nel nostro percorso di alternanza scuola-lavoro abbiamo collaborato con l’azienda di green economy “Girasole” e con l’ing. Giambattista Scocuzzo che ci ha insegnato dalle basi, come installare un impianto fotovoltaico dandoci tutte le istruzioni necessarie, seguendoci passo passo.
Per fare tutto ciò, bisogna prima compilare un modulo con tutta una serie di dati.
Per iniziare, bisogna prendere tutti i dati del cliente a cui montare l’impianto, quindi dati personali e tipologia cliente, ovvero se il cliente è un privato, ente pubblico o per un’azienda.
Poi si passa al tipo di installazione, se è un fabbricato oppure un terreno.
Nel caso del fabbricato, bisogna indicare se si tratta di un tetto piano oppure a falda e specificare l’eventuale presenza di una balaustra. Nel caso invece si tratti di un terreno, bisogna indicare se questo è pianeggiante, a declivio o a terrazza. Ovviamente si deve far riferimento al tipo di copertura che ha l’edificio, quindi se il tetto è a 1 o più falde o se è piano e specificare forma e tipo di tegole
Molto importanti sono le informazioni logistiche. Bisogna sapere se il luogo di installazione si trova in una zona a traffico limitato e se la zona ha la strada di dimensioni sufficienti per l’accesso e per le manovre ed eventualmente elencare i possibili problemi per lo scarico. Bisogna sapere anche l’area di installazione: se si trova in area urbana, in periferia, in un area agricola o in un’area priva di ostacoli e ovviamente la regione.
La parte più importante è indicare le caratteristiche elettriche dell’impianto che si vuole montare.
Bisogna specificare: Fornitura, posizione contattore spazio inverter, posizione vano tecnico, distanze tra inverter, generatore e quadro generale e accertarsi che tutto sia a norma di legge.
Infine si disegna una piantina dove ci devono essere tutte le informazioni utili per l’ingegnere.
Noi classe 4E abbiamo simulato l’istallazione dell’impianto sulla nostra scuola e ognuno di noi ha compilato la propria scheda con tutte le informazioni utili alla nostra scuola con l’aiuto e le indicazioni dell’ing. Giambattista Scocuzzo e dal dirigente dell’azienda Raffaele Cambriglia.
È stata un’esperienza davvero utile e interessante.

I campi fotovoltaici

Pompa di calore

La pompa di calore è una macchina termica in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa a una sorgente a temperatura più alta, utilizzando differenti forme di energia, generalmente elettrica.

Il funzionamento delle pompe di calore è uguale al funzionamento di un frigorifero. Con la differenza che il ciclo frigorifero è invertito. Il principio è semplice: da una sorgente di calore naturale (geotermia, acqua, aria) viene assorbita energia termica per utilizzarla per il riscaldamento. Un sistema di riscaldamento a pompa di calore è composto sempre da tre elementi: impianto lato fonte energetica, pompa di calore, impianto di distribuzione e accumulatore.

Principio di funzionamento di una pompa di calore:

1: Un fluido termovettore trasporta l’energia termica

Il fluido termovettore circola all’interno di un circuito chiuso ed ha il compito di trasportare e trasmettere l’energia termica.

Ci si chiede da dove derivi il guadagno energetico così tipico per le pompe di calore? – La risposta è semplice: dall’evaporatore!

2: Il fluido termovettore evapora nell’evaporatore

Il nome evaporatore deriva dal fatto che il fluido refrigerante liquido va in ebollizione, in altre parole evapora al suo interno a temperature molto basse e nel frattempo assorbe energia dall’ambiente.

Il fluido refrigerante quindi è in uno stato gassoso.

3: Sotto pressione il gas si riscalda

A questo punto il fluido refrigerante viene compresso nel compressore e ne diminuisce il volume. Durante questo processo aumenta la pressione e di conseguenza la temperatura del fluido refrigerante. Il fluido refrigerante caldo circola al condensatore.

Questo è uno scambiatore nel quale l’energia assorbita dall’ambiente viene trasmessa al sistema di riscaldamento.

4: Il fluido refrigerante si raffredda e assorbe nuovamente energia termica

Nel processo di raffreddamento il fluido termovettore passa allo stato liquido. Mediante la valvola di espansione viene diminuita la pressione e il fluido assorbe nuovamente energia termica dall’ambiente.

Il ciclo quindi riprende da capo.

Vantaggi

Il primo vantaggio è senza dubbio il rendimento energetico, che come detto è elevato. Ciò rende la pompa di calore geotermica conveniente sul piano economico anche a fronte di un maggiore costo del gas rispetto all’elettricità. I benefici economici della pompa di calore sono tanto maggiori quanto più sono costosi ed energivori gli impianti da sostituire (quelli a combustibili fossili come gasolio e GPL per esempio).

Un impianto geotermico ben progettato e installato nelle condizioni corrette consente di risparmiare in bolletta circa il 40% della spesa totale per i consumi energetici (sempre che l’impianto sia dotato di un contatore separato). L’abbinamento della pompa di calore a un impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante garantisce un risparmio energetico dal 40% al 70% rispetto ai sistemi tradizionali. Dal punto di vista ambientale, invece, la pompa di calore con funzione di riscaldamento incrementa l’utilizzo di energia rinnovabile e in questo modo riduce le emissioni climalteranti.

All’utilizzatore di una pompa di calore è garantito un comfort almeno pari a quello dei classici sistemi a combustione, oltre a un risparmio economico ed energetico senza precedenti e un’abitazione più moderna ed ecosostenibile.

 

Chi costruisce appartamenti o case dovrebbe tenere in considerazione il fatto che una pompa di calore, consumando meno energia di un sistema tradizionale, consente automaticamente di migliorare la classe energetica degli edifici, aprendo la strada a una rivalutazione degli immobili e a un accesso privilegiato a incentivi locali o nazionali in un’ottica ecosostenibile di impatto zero.

 

Gli installatori di pompe di calore, infine, possono finalmente realizzare un impianto unico per il riscaldamento, il raffreddamento e la produzione di acqua calda a uso sanitario, offrendo in tal modo un comfort maggiore e costi di esercizio molto più contenuti.

Inoltre, andrebbe da tutti tenuto in grande considerazione l’obiettivo che la comunità europea si è posta: arrivare entro il 2020 a ridurre i consumi di energia e di emissioni di CO2 del 20% sostituendoli con energia completamente rinnovabile e pulita.

In tal senso, le pompe di calore potranno dare sicuramente il loro contributo, in quanto fonti termiche rinnovabili, dotate di un’efficienza energetica pari al 60% rispetto ai classici sistemi a combustione e prive di emissioni di CO2 nel luogo in cui vengono installate.

Dove possibile, è sempre consigliabile l’installazione di un sistema a pompa di calore per sostituire il riscaldamento tradizionale; in questo modo è possibile eliminare la combustione e ottenere uno standard di sicurezza maggiore, in quando non saranno più necessari allacciamenti a linee del gas o allestimenti di serbatoi finalizzati all’accumulo di combustibile come GPL o gasolio, ma un semplice allacciamento alla linea elettrica.

Una pompa di calore è in definitiva facile da installare e per questo rappresenta una soluzione ideale anche nel corso di ristrutturazioni di case o appartamenti; in questi casi infatti i problemi legati alla disponibilità di spazio o altri vincoli strutturali (evidenti soprattutto nei centri storici) possono essere più facilmente risolti.

Riassumendo, i due principali vantaggi legati ai sistemi di riscaldamento a pompa di calore sono:

FLESSIBILITA’

Una pompa di calore è un sistema di riscaldamento davvero flessibile, in grado di adattarsi di volta in volta alle singole esigenze.

CONVENIENZA

Una pompa di calore è caratterizzata da una resa energetica elevata; grazie a essa è in grado di presentare minori costi di esercizio rispetto ai sistemi di riscaldamento classici (come impianti autonomi, stufe elettriche, stufe a gas, stufe a pellet, ecc.); inoltre, una pompa di calore può essere comodamente installata sia in abitazioni di nuova costruzione che in abitazioni già esistenti o da ristrutturare.

Volendo approfondire, un chiaro indicatore della convenienza di una pompa di calore rispetto a un sistema classico è il cosiddetto Tempo di Ritorno Attualizzato (TRA), ovvero il tempo necessario a eguagliare i risparmi (che derivano dai conseguenti bassi costi di gestione di una pompa di calore) e il sovraprezzo iniziale.

ENERGIA SOLARE

Cos’è

Il Sole è la fonte dell’energia solare prodotta sfruttando in maniera diretta i raggi che arrivano sulla Terra.

Origine dell’energia solare

Il sole, grande sfera di gas incandescente,ha una superficie molto più calda di quella della Terra e per questo è simile ad un’enorme  centrale termica.

L’energia solare nasce dall’ unione di piccolissime particelle elementari,chiamate protoni,che costituiscono la maggior parte della massa del sole. I protoni,in continuo movimento a causa delle alte temperature a cui sono sottoposti, si scontrano tra loro producendo l’elio, un gas leggero e molta energia. Una parte di essa si trasforma in energia luminosa e viene trasmessa nello spazio,ma solo una piccola quantità di essa arriva a noi.

Come viene sfruttata

La natura intermittente della radiazione solare come fonte di energia rende indispensabile l’uso di dispositivi di accumulazione dell’energia prodotta durante le ore e i periodi favorevoli. L’energia dei raggi solari può essere utilizzata per produrre energia elettrica, per mezzo di cellule fotovoltaiche, o per produrre calore, per mezzo di pannelli solari.

Origine dell’energia solare

Il sole, grande sfera di gas incandescente,ha una superficie molto più calda di quella della Terra e per questo è simile ad un’enorme  centrale termica.

L’energia solare nasce dall’ unione di piccolissime particelle elementari,chiamate protoni,che costituiscono la maggior parte della massa del sole. I protoni,in continuo movimento a causa delle alte temperature a cui sono sottoposti, si scontrano tra loro producendo l’elio, un gas leggero e molta energia. Una parte di essa si trasforma in energia luminosa e viene trasmessa nello spazio,ma solo una piccola quantità di essa arriva a noi.

Come viene sfruttata

La natura intermittente della radiazione solare come fonte di energia rende indispensabile l’uso di dispositivi di accumulazione dell’energia prodotta durante le ore e i periodi favorevoli. L’energia dei raggi solari può essere utilizzata per produrre energia elettrica, per mezzo di cellule fotovoltaiche, o per produrre calore, per mezzo di pannelli solari.

Le celle fotovoltaiche

Le celle fotovoltaiche sono lamine di silicio molto sottili che, colpite dai raggi solari, producono energia elettrica che può essere direttamente utilizzata.

Fino ad oggi, esse possono essere utilizzate solo per alimentare piccoli apparecchi, poiché non hanno un grande rendimento.

I pannelli solari

I pannelli fotovoltaici sono costituiti da una specie di scatola, con una lastra di vetro posizionata sulla superficie anteriore e una lastra nera posizionata su quella inferiore. Tra le due lastre c’è una serpentina in cui circola, nella maggior parte dei casi, acqua e solo in pochi, aria. Il vetro lascia filtrare la luce; questa, poi, viene catturata e trasformata in calore dalla superficie nera. Il calore non può uscire dal vetro così riscalda l’acqua che circola nella serpentina e poi viene immessa in un impianto di riscaldamento. Il costo di un impianto del genere è abbastanza elevato: servono molti pannelli per riscaldare acqua a sufficienza; inoltre, i pannelli funzionano bene solo in zone molto soleggiate.

Impatto ambientale

L’energia solare,come tutte le altre fonti rinnovabili, è un’energia pulita, poiché il suo impiego si integra perfettamente nei cicli naturali. Nonostante alcuni effetti ambientali siano ben visibili, essa non produce delle emissioni inquinanti e non altera gli equilibri ambientali della nostra Terra.

 

Il Bel Paese e il Fotovoltaico

Usi e finalità delle tecnologie di sfruttamento dell’energia solare

Uno dei nostri compiti principali è inglobare le risorse alternative con lo scopo di salvaguardare il nostro pianeta per le generazioni a venire. L’ energia solare è anche un’alternativa per ridurre il costo dell’energia elettrica ed è una buona risorsa perché può essere utilizzata in vari modi.

Nel corso della storia sono state sviluppate diverse tecniche per l’utilizzo dell’energia solare, per esempio per la cottura dei cibi, la fusione dei metalli e persino per usi bellici (basti pensare agli specchi ustori di Archimede). Tuttavia, in era moderna, ha prevalso l’uso dei combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), che non sono altro che energia solare accumulata dagli organismi viventi in milioni di anni e pronta per l’uso in qualsiasi momento.

La consapevolezza della relativa scarsità dei combustibili fossili e la sensibilità nei confronti dei loro effetti sul clima e sull’ambiente, nonché un adeguato sviluppo tecnologico, hanno indotto a ricercare usi della radiazione solare per sostituire, almeno in parte, a fini energetici, i combustibili fossili.

Una prima classificazione può seguire il criterio degli usi tecnologici delle radiazioni solari, ossia delle finalità che perseguono.

Possiamo così avere:

  • il solare termico, che comprende le tecnologie per ottenere calore a bassa e media temperatura per la produzione di acqua calda sanitaria, per la climatizzazione estiva e invernale degli ambienti, per la cottura (forni solari), per i trattamenti dell’acqua (dissalazione) e per alcuni processi industriali (essiccazione, maturazione ecc.);
  • il solare di potenza, le cui tecnologie sono finalizzate alla produzione di energia elettrica in modo diretto (fotovoltaico, termoelettrico a effetto Seebeck) o mediante la raccolta di calore ad alta temperatura e la sua conversione con cicli termodinamici (Rankine, Stirling).
  • la chimica solare, che comprende diverse tecnologie per l’utilizzazione dell’energia solare come forza motrice per reazioni chimiche finalizzate alla produzione di combustibili, trattamenti di depurazione o altre lavorazioni industriali.

Infine, si può citare lo sfruttamento del solare passivo e della luce naturale con tecnologie legate all’architettura che, a partire dalle prime esperienze umane (si pensi agli Igloo o alle capanne africane con tetti di foglie di banano), si sono fatte sempre più sofisticate.

Italia: prima al mondo per l’uso di energia solare, ora copre l’8% del fabbisogno

Il rapporto Snapshot dei Mercati di Fotovoltaico Globale spiega che la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico nel 2015 è cresciuta di 50 GW (gigawatt), arrivando ad almeno 227 GW. La crescita maggiore è stata in Cina, con 15,3 gigawatt in più nel 2015, seguita da Giappone (11 GW), Usa (7 GW), Ue (7 GW) e India (2 GW). La regione Asia-Pacifico rappresenta da sola il 59% del mercato globale dell’energia solare. Dopo l’Italia, la Grecia e la Germania, i paesi che utilizzano di più il fotovoltaico sono il Belgio e il Giappone, (intorno al 4%) poi, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e l’Australia (intorno al 3,5%). La Cina è solo 21esima, con solo l’1% del suo fabbisogno coperto dal sole; peggio ancora gli Usa, al 25esimo posto con meno dell’1%.

Questi dati confermano una posizione di rilievo del nostro paese nel campo dell’energia pulita. Lo sforzo principale è stato compiuto soprattutto in un periodo compreso tra il 2007 e il 2012 e le energie rinnovabili hanno avuto il massimo rendimento di produzione elettrica nel 2014 (43%) quando abbiamo avuto un primato storico nel campo della geotermia. Inoltre, all’ inizio del referendum sulle trivelle il governo ha fatto sapere che intende colmare con le rinnovabili il 50% del fabbisogno elettrico.

L’ impegno è stato applicato più sui combustibili fossili e meno sulle energie rinnovabili, che non vengono correttamente supportate. Infatti, i tagli retroattivi del governo Renzi agli incentivi e alle energie rinnovabili sono contenuti nel Decreto sulla “Competitività” e hanno contribuito ad affievolire l’interesse degli investitori in Italia lo scorso anno. Conseguenza di ciò è che l’Italia globalmente sta perdendo posizioni nella classifica che punta verso i nuovi mercati energetici, dopo aver tirato la volata nel momento più difficile, quando i costi erano più alti e le rese minori.

L’energia

L’elettricità in realtà è una fonte di energia secondaria. Questo significa che noi otteniamo elettricità attraverso la conversione di altre fonti di energia, come il carbone, il nucleare, il vento o il Sole. Queste sono chiamate fonti primarie. Le fonti energetiche che usiamo per produrre elettricità possono essere non rinnovabili o rinnovabili.

Le quattro fonti non rinnovabili più comuni sono i prodotti del petrolio e dei combustibili, i gas naturali, il carbone e l’uranio. Le fonti energetiche non rinnovabili provengono da sottoterra come liquidi, gas e solidi. Il petrolio è l’unico combustibile commerciale non rinnovabile che è in forma liquida in natura. I gas naturali e il propano sono di solito gas, e il carbone è un solido. Carbone, petrolio, gas naturali e propano sono tutti considerati combustibili fossili perché si sono formati da resti sepolti di piante e animali che vissero milioni di anni fa. Le fonti rinnovabili possono essere “rifornite”. Le cinque fonti rinnovabili più comuni sono la biomassa, l’acqua, l’energia geotermica, l’energia eolica e l’energia solare. Diversamente dai combustibili fossili, le fonti rinnovabili di non biomassa non emettono direttamente gas serra. La trasmissione di energia in un paese generalmente viene fatta per mezzo di un sistema di rete, che rifornisce l’intero paese da un piccolo numero di centrali elettriche molto grandi ed efficienti. Nelle centrali elettriche enormi generatori di turbine trasformano l’energia meccanica in energia elettrica. Le turbine possono essere azionate da diverse fonti di energia.

Ecco i principali tipi:

Energie rinnovabili

Le energie rinnovabili sono fonti di energia il cui utilizzo non danneggia le risorse naturali a disposizione dell’uomo. Il tasso di rigenerazione di queste risorse è talmente alto che, nonostante la continua richiesta di energia, la loro quantità rimane pressoché invariata e per questo si possono considerare inesauribili. Alcune fonti rinnovabili sono disponibili in grandi quantità e non risentono dello sfruttamento da parte dell’uomo. Un esempio tipico di energia rinnovabile è l’energia eolica.

Altre fonti rinnovabili, invece, possono esaurirsi quando l’uomo ne esagera l’utilizzo. Queste fonti sono dette energie rinnovabili esauribili. Ad esempio, il legno è una risorsa rinnovabile, poiché alcuni alberi sono tagliati mentre altri spuntano. Tuttavia, se il numero di alberi tagliati è superiore a quelli che nascono, si avrà una riduzione progressiva della foresta nel corso del tempo, fino a farla scomparire del tutto. In questo secondo caso, l’eccessivo sfruttamento ha trasformato una risorsa rinnovabile in una risorsa esauribile.

Le principali risorse rinnovabili

 Energia solare

È la fonte rinnovabile più conosciuta ed è utilizzata per produrre calore e, grazie alla tecnologia fotovoltaica, per produrre elettricità.

Energia eolica

Può essere trasformata direttamente in energia meccanica e indirettamente in elettricità. L’energia eolica è una delle fonti di energia rinnovabile più antiche. Per millenni è stata l’unica fonte di energia per la navigazione marittima su grandi distanze.

Biomassa

Sono risorse organiche che possono essere utilizzate come combustibili. Ad esempio, gli scarti della lavorazione agroalimentare possono essere impiegati come materia prima per produrre energia termica tramite la combustione. Alcune sostanze organiche possono essere trasformate in biocarburanti.

Geotermia

È l’energia della Terra e il calore proveniente dal sottosuolo. La temperatura aumenta nelle profondità terrestri. In alcune zone la differenza termica tra gli strati superficiali e quelli sotterranei è maggiore e può essere sfruttata per riscaldare e creare un moto di circolazione naturale dei liquidi.

Energia idroelettrica

È lo spostamento delle masse d’acqua. Le principali fonti di energia idroelettrica sono generate dal ciclo naturale dell’acqua, dalle onde e dalle maree.

Le fonti di energia fossile e la fonte nucleare sono, invece, da considerarsi risorse limitate e non rinnovabili, poichè si rigenerano naturalmente attraverso un ciclo molto più lungo rispetto a quelle rinnovabili.

Consumo di Fonti Primarie in Italia 2004

Nel 2004 in Italia, per soddisfare il fabbisogno energetico, si consumarono, in media 185 Mtep (milione di tonnellate equivalenti petrolio) di energia utilizzando varie fonti primarie. Le quantità di energia utilizzate per ogni fonte primaria sono specificate nella seguente tabella.

Fonti primarie utilizzate nel 2004
Petrolio (Mtep) Metano (Mtep) Carbone (Mtep) Rinnovabili (Mtep) Nucleare (Mtep) Totali
(Mtep)
97,046 58,128 13,305 12,601 4,120 185,200
52,4% 31,4% 7,2% 6,8% 2,2% 100%

 

Underground Energy

Che cos’è l‘energia geotermica?

L’ energia geotermica è una forma di energia sfruttabile e rinnovabile, se usata in tempi brevi ,che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre, dove la temperatura aumenta mediamente di circa 30 °C per km. I giacimenti di questa energia sono, però, dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Perciò, per poter estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare le zone dove esso è concentrato.

Quali vantaggi trarre da questa energia?

L’uso di quest’energia comporta vantaggi come l’inesauribilità a tempi brevi, se sfruttata in modo razionale, ed il minor inquinamento dell’ambiente circostante; in quanto è  possibile la presenza nell’area di elementi tossici, come zolfo, mercurio e arsenico contenuti nei fluidi geotermali, per questo motivo le aree geotermiche sono sottoposte a verifiche ambientali annuali.

Quali sono gli svantaggi?

Fra i diversi svantaggi, i principali sono:

  • Dalle centrali geotermiche fuoriesce insieme al vapore anche il tipico odore sgradevole di uova marce delle zone termali, causato dall’idrogeno solforato. Un problema particolarmente avverso alla popolazione residente nei pressi di una centrale geotermica e risolvibile mediante l’installazione di particolari impianti di abbattimento.
  • L’impatto esteriore delle centrali geotermiche può recare qualche problema paesaggistico. La centrale si presenta, infatti, come un groviglio di tubature anti-estetiche, tipico di strutture industriali. Tale problema può essere facilmente risolto mediante l’utilizzo di un’architettura rispettosa del paesaggio e del comune senso estetico.

Qual è la storia di tale energia?

 Le sorgenti calde sono state utilizzate per la balneazione fin dal Paleolitico  Il centro termale più antico conosciuto è una piscina in pietra in Cina, sulla montagna Lisan, costruita durante la dinastia Qin nel III secolo a.C.. Nel primo secolo d.C., i Romani conquistarono Aquae Sulis, ora Bath, nel Somerset in Inghilterra, e utilizzarono le sue sorgenti calde per alimentare i bagni pubblici e il riscaldamento a pavimento, che  rappresentano probabilmente il primo utilizzo commerciale dell’energia geotermica, anche se  il sistema più antico di riscaldamento geotermico per un quartiere fu  installato a Chaudes-Aigues, Francia, e divenne  operativo nel XIV secolo. Il primo sfruttamento industriale ebbe origine  nel 1827 con l’uso del vapore di un geyser per estrarre l’acido borico da un vulcano di fango, presso Larderello, in Italia. Oggi giorno gli Stati Uniti hanno raggiunto la posizione di leader mondiale nella produzione di elettricità geotermica e il più grande gruppo di centrali geotermiche di tutto il mondo  é The Geysers, in California. Le Filippine sono il secondo più grande produttore; infatti, l‘utilizzo di tale energia costituisce circa il 27% della propria produzione di elettricità.

Quali sono le zone più   disponibili al recupero di essa?

Alcune particolari zone possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media, una conseguenza dei fenomeni vulcanici o tettonici. Infatti, in queste zone “calde” l’energia può essere facilmente recuperata mediante la geotermia.

Quante  tipologie di sorgenti geotermiche possono esistere?

Le sorgenti geotermiche si possono dividere in tre tipologie:

  • sorgenti idrotermiche: la sorgente si trova a profondità non eccessive (1000–2000 m) e a seconda della pressione può essere classificata come sorgente geotermica a vapore o ad acqua dominante
  • sorgenti geopressurizzate: la sorgente si trova a profondità maggiori (3000–10000 m) e l’acqua ivi contenuta è a pressioni elevate (1000 atm) e ad una temperatura di 160 °C
  • sorgenti petrotermiche: la sorgente si trova a profondità maggiori rispetto alle precedenti ed è composta da rocce calde (senza acqua). Circa l’85% delle risorse geotermiche sono di questo tipo ma sono anche di difficile sfruttamento proprio per l’assenza dell’acqua.