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Category ArchiveNews

Storie di Alternanza

MEGA ASSEGNO AGLI STUDENTI DEL PASOLINI

 

 

 

“Dai, Marco facci un goal”, un’esperienza di amicizia e integrazione

Lo scorso Novembre abbiamo condiviso una parte del nostro percorso di alternanza con i ragazzi della 5A di Laurenzana stringendo una forte amicizia con quest’ultimi, soprattutto con Marco, un ragazzo che ha conquistato tutti con la sua simpatia e la voglia di apprendere. Marco si è integrato benissimo in questo nuovo gruppo, grazie alla sua voglia di stare insieme e divertirsi, condividendo con noi battute e risate. Il titolo di questo articolo nasce dal fatto che i ragazzi hanno creato un coro per Marco in segno di questa bella amicizia nata per caso. Questa esperienza è stata costruttiva perchè ci ha insegnato che sul posto di lavoro o in qualsiasi altro luogo si fanno amicizie stupende. L’alternanza quindi non è soltanto un’esperienza formativa ma anche di amicizia ed integrazione.

ARCHITETTURA INNOVATIVA, IL PONTE MUSMECI

Sergio Musmeci (Roma, 1926 – Roma5 marzo 1981) è stato un ingegnere italiano, molto noto per le sue realizzazioni in ambito strutturistico. Studiò all’Università “La Sapienza” di Roma, dove si laureò in Ingegneria Civile nel 1948, e in Ingegneria Aeronautica nel 1953. Iniziò la propria attività professionale negli studi di Riccardo Morandi e Pier Luigi Nervi. Nel 1953 iniziò la collaborazione con l’architetto Zenaide Zanini, poi divenuta sua moglie. Sempre alla Sapienza, nel 1956 fu docente incaricato di Meccanica Razionale nella Facoltà di Ingegneria e nel 1969 tenne l’insegnamento di “Ponti e Grandi Strutture” nella Facoltà di Architettura. Come progettista, vinse nel 1970 uno dei sei primi premi ex aequo al concorso internazionale di architettura indetto dall’ANAS per il ponte sullo stretto di Messina, in cui egli propose una struttura sospesa a luce unica, con una campata di 3.000 m, sostenuta da piloni alti 600 m, con un originalissimo sistema spaziale di sospensione per irrigidire la struttura sia sul piano verticale, per consentire anche il traffico ferroviario, sia su quello orizzontale, per resistere alle spinte del vento ed evitare i rischi di di deragliamento dei treni in risposta a eccessive deformazioni (il plastico in scala del progetto è conservato al MAXXI di Roma). All’inizio degli anni settanta del XX secolo  realizzò il Ponte sul Basento, a Potenza, in cui concretizzò le sue teorie sul minimo strutturale; la costruzione risulta essere una delle sue opere più importanti, che lo ha reso famoso poichè ha preso il nome di PONTE MUSMECI. Sergio Musmeci fu un artista che studiò le strutture analizzando le figure naturali che riuscivano a reggersi in piedi senza nessun sostegno, prese spunto dal comportamento di alcuni corpi e dalle forme che formavano, costruendo cosi il ponte. Il ponte è stato costruito senza fare uso di elementi prefabbricati, ma direttamente con gettate di calcestruzzo. L’Impresa esecutrice è stata la Edilstrade Forlì – Castrocaro.

Gli oggetti naturali, data la straordinaria stratificazione di significati che recano, si prestano egregiamente a indagini, come questa, di carattere interdisciplinare. La spontanea bellezza delle forme naturali, inoltre, è un traguardo cui tendere; tale bellezza nasce da un’intima relazione tra forma, materiali e funzioni dove ogni spessore, ogni colore appaiono necessari, una sobrietà fatta di infinite sottigliezze, ciò che i teorici del design individuano nella fondamentale categoria della coerenza formale.

L’osservazione delle forme naturali da sempre ha ispirato le scelte progettuali in architettura: dal tema classico della scala a chiocciola, declinato in innumerevoli esempi antichi e contemporanei – dalla mirabile scala del Castello di Blois attribuita a Leonardo a quelle di Gaudi per la Sagrada familia  fino al recente Museo di Pei a Berlino – a legami più sottili e profondi tra forma architettonica e principio naturale (basti pensare a tutta la tarda produzione di Gaudi fondata su un vocabolario di forme statiche spontanee implicitamente evocanti oggetti naturali). Questo tipo di ricerca, fondendosi sempre più, nel corso del novecento con la cosiddetta architettura degli ingegneri, è stata portata avanti, seppur con linguaggi e approcci molto diversi, da personaggi, in particolare da Musmeci.

Quest’ultimo, infatti, si ispirò soprattutto a figure che rappresentavano le isometriche delle ossa e i girasoli; osservando l’ampliamento del fiore, egli arrivò alla conclusione che la natura da sola crea delle forme perfette in grado di dare stabilità con un minimo di superfice.

 

 

 

“La forma può essere il mezzo con il quale risolvere un problema strutturale, si tratta certamente del mezzo più potente e, in ogni caso, dell’unico che permetta alla struttura di comunicare visivamente la propria realtà”

 

 

 

“Nella misura in cui aderisce alla propria funzione statica, può divenire pericolo di una comunicazione tra l’oggetto architettonico e la facoltà intuitiva del fruitore”

 

 

“La forma è l’incognita, non le tensioni”

 

Il ponte Musmeci a EXPO 2015

Nell’EXPO avvenuto nel 2015 a Milano, in Italia, dove ogni regione doveva rappresentarsi attraverso un oggetto che poteva meglio rappresentarla, la Basilicata scelse come proprio oggetto il ponte Musmeci, per il suo rapporto con il fiume e il paesaggio urbano. Ci sono voluti diversi anni per progettare e realizzare il viadotto e  per chi lavorò al cantiere si trattò di un’impresa di innovazione.

Negli anni è stato visitato da matematici, architetti e ingegneri da ogni parte del mondo. Niente, però, lo spiega meglio dello stupore del cittadino che lo attraversa nella sua pancia : consente di percorrere le membrane sottilissime del viadotto, al di sotto della strada e sopra l’acqua.

PROGETTO “INVENTIAMO UNA BANCONOTA”

Risorse scarse, risorse preziose, risorse da condividere.

La Banca d’Italia è tradizionalmente impegnata a innalzare l’alfabetizzazione finanziaria in Italia, anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini in specifiche iniziative didattiche di avvicinamento alle proprie funzioni.

La nostra classe ha partecipato al concorso della banca d’Italia “inventiamo una banconota”.

Bisognava realizzare una banconota seguendo dei temi, il tema scelto per questa banconota è stato: risorse scarse, risorse preziose, risorse da condividere.

La banconota ha come elemento figurativo una cascata che sta ad indicare la preziosità dell’acqua, infatti, l’acqua è un bene che ci è stato donato dalla natura, e noi non ne possiamo fare a meno. I tre bicchieri di acqua, uno pieno, uno a metà e uno vuoto, stanno a dimostrare che l’acqua non dura per sempre, come tutte le cose d’altronde, quindi bisogna prendersene cura ed usarla nella giusta misura. Infine, la fontana sta ad indicare come l’uomo è riuscito a condividere, a far arrivare a tutti questa preziosissima risorsa. Il simbolo, inoltre, indica come l’acqua sia alla base di tutto, persino del mondo e della nostra esistenza.

Esposizione internazionale Expo Astana 2017

Tema: “Future energy” (energia del futuro) 

               

L’esposizione internazionale Expo 2017 Astana si terrà nella capitale del Kazakhstan dal 10 giugno al 10 settembre 2017. Il tema “Future Energy” (energia del futuro) avrà come oggetto tre macrotemi: garantire a tutti l’accesso all’energia, produrla limitando le emissioni di CO2, migliorare l’efficienza del settore.

I lavori dell’esposizione di Astana sono cominciati nell’aprile 2014 e la loro conclusione è stata a dicembre 2016. Il centro, non solo fisico, è la sfera – con i suoi 80 metri di diametro è la più grande mai costruita dall’uomo – che accoglierà il padiglione del paese ospitante. Intorno ad essa ci sono le aree tematiche e i padiglioni internazionali.

La “green energy” tema centrale nell’economia globale del futuro

Ad Expo Astana 2017 si discuterà dei modi per produrre energia pulita, affrontando la questione della disponibilità energetica, della sostenibilità e dei livelli di sviluppo delle energie rinnovabili che ci si attende nei prossimi anni.

Il tema, tuttavia, è centrale soprattutto per il futuro, non solo in termini di ambiente e di salute pubblica, ma anche in relazione alla crescita economica e sociale delle comunità che vivono sul nostro Pianeta. Ed è per questo che, le intenzioni degli organizzatori saranno di avviare un confronto tra i vari governi, che prenda in seria considerazione le problematiche che i Paesi in via di sviluppo si trovano a dover affrontare, per quanto riguarda gli effetti dei cambiamenti climatici sulle economie locali.

La partecipazione dell’Italia a Expo2017

Hanno accettato di partecipare all’Expo Astana 2017 oltre 100 Paesi tra cui l’Italia. Oltre agli 895 mq del padiglione italiano, più ulteriori 700 mq per servizi commerciali, incontri imprenditoriali e ristoranti, ci saranno anche spazi dedicati al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, all’Enea, a molte delle Regioni italiane e a oltre 20 grandi e medie imprese del settore dell’energia.

ScamBioLoGiCo Locale Giusto e Condiviso

 

È un negozio per la vendita di prodotti biologici, a chilometro zero, sfusi, non imballati, del commercio equo e solidale e dell’artigianato lucano. Sono presenti spazi dedicati al baratto di beni in buono stato. Esso è anche luogo di incontro, formazione, ricerca e sviluppo per la diffusione della cultura ambientale, per la condivisione delle conoscenze e la sensibilizzazione dei cittadini.

ScamBioLoGiCo è la prima Green Station italiana gestita da un’impresa sociale di cui Legambiente Basilicata Onlus è socio unico.

 

CHILOMETRO ZERO

La stagionalità, la produzione locale, il biologico sono le caratteristiche principali che devono avere i prodotti presenti nel negozio ScamBioLoGiCo e che sono attentamente selezionati. Acquistando i prodotti ortofrutticoli, da forno e da bancone (salumi, formaggi), provenienti solo da produttori agricoli locali, si può:

 

  1. sostenere l’economia locale;
  2. garantire la sicurezza alimentare e il contenimento dei prezzi di mercato;
  3. salvaguardare i territori attraverso la promozione dell’agricoltura di qualità;
  4. ridurre l’inquinamento e la produzione di CO2.

 

SFUSO

Acquistare prodotti alla spina, privi di imballaggi, significa ridurre l’inquinamento, la produzione di CO2 e lo spreco alimentare, imparando a regolare la propria spesa sul necessario. Nel reparto dello sfuso si possono trovare: detersivi e prodotti per l’igiene personale, cereali e legumi.

 

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

Acquistando i prodotti del commercio equo e solidale si può:

 

  1. garantire ai piccoli produttori del Sud del mondo un accesso diretto e sostenibile al mercato, favorendo il passaggio da una condizione precaria ad una situazione di autosufficienza economica e di rispetto dei diritti umani;
  2. rafforzare il ruolo dei produttori e dei lavoratori come primari portatori di interesse nelle organizzazioni in cui operano;
  3. agire ad ampio raggio per raggiungere una maggiore equità nelle regole e nelle pratiche del commercio internazionale.

 

 

PRODOTTI ECOSOSTENIBILI

Scegliere prodotti amici dell’ambiente è un gesto di cura verso se stessi e verso la collettività.

Ecco perché da ScamBioLoGiCo si possono trovare: piatti, posate, bicchieri e imballaggi biodegradabili e compostabili, tovaglioli e tovagliette in carta riciclata, ecocosmesi (bagnoschiuma, shampoo, saponi, creme per il corpo, dentifrici naturali ed ecologici per tutta la famiglia).

 

INCONTRO E CONDIVISIONE

ScamBioLoGiCo mette a disposizione il suo suggestivo piano superiore. Esso è stato completamente ristrutturato in classe energetica A, come il resto della struttura, provvisto di riscaldamento e sistema di ricambio dell’aria, con pavimentazione in legno lamellare e tipiche volte in ferro dell’antico immobile ferroviario.

In continuità con il negozio, questo spazio comune vuole essere luogo di incontro, scambio e formazione aperto alla città.